In occasione del GIORNO DELLA MEMORIA Sabato 30 e Domanica 31 Gennaio un incontro e uno spettacolo di MIGRAZIONI
E' BELLO VIVERE LIBERI
Ondina Peteani. Un vita tra lotta partigiana, deportazione ed impegno sociale
Sabato 30 Gennaio ore 17,00 Sala del Carmine
Conversazione con l'autrice Anna Di Gianantonio docente e storicae con Gianni Peteani figlio di Ondina
Letture di brani dal testo con i "Lettori portatili" dei Laboratori di lettura ad alta voce del LTO diretti da Elisabetta Spallaccia
Iniziativa a cura di Ambra Laurenzi

La storia di Ondina non è la storia privata di chi si sia trovato all'interno di avvenimenti più grandi e terribili. La storia di Ondina, prima staffetta partigiana d'Italia, è la storia di una combattente, di una resistente che non si è mai piegata alla violenza, con una coraggiosa assunzione di responsabilità per la quale ha pagato in prima persona, sia nei lager di Awschwitz-Birkenau, Ravenbruck e Eberswalde , sia al rientro, per le conseguenze dei traumi subiti, che non le hanno tuttavia impedito di continuare il suo impegno in attività politiche e nel volontariato. La sua storia viene raccontata attraverso le testimonianze che Anna Di Gianantonio ha raccolto tra i protagonisti della Resistenza e della Deportazione, consentendo una maggiore comprensione del contesto storico-sociale in cui gli avvenimenti si collocano.
Si deve al Comitato permanente Ondina Peteani, che il figlio Gianni ha fortemente voluto istituire, se questa storia è diventata memoria. A pieno titolo, una memoria collettiva.
È BELLO VIVERE LIBERI!
Ispirato alla biografia di ONDINA PETEANI. Prima staffetta partigiana d'Italia deportata ad Auschwitz N. 81 672
VINCITORE PREMIO SCENARIO PER USTICA 2009
Domenica 31 Gennaio ore 21,00 Sala del Carmine - Stagione MIGRAZIONI
ideazione, drammaturgia, regia e interpretazione Marta Cuscunàcostruzione degli oggetti di scena Belinda De Vito
luci e suoni Marco Rogante
Co- produzione Centrale Fies Operaestate Festival Veneto
È bello vivere liberi! è l'ultima frase che Ondina Peteani ha scritto a poche settimane dalla morte, quando, in ospedale, il medico le chiese di scrivere, a occhi chiusi, la prima frase che le fosse venuta in mente. Ondina, allora, ha scritto quello che sentiva profondamente: amore per la libertà.
Lo spettacolo si ispira alla prima parte della vita di Ondina fino alla liberazione dai campi di concentramento e mette in luce alcune particolari tematiche: il contributo fondamentale apportato dalla Resistenza femminile all'emancipazione della donna; i sogni di libertà, gli ideali di pace e fratellanza dei giovani che aderirono al Movimento di Liberazione; l'incubo della deportazione nazista e la sopravvivenza nei lager.
Vorrei che questo progetto raccontasse la Resistenza in un modo non retorico né nozionistico: trasmettendo l'entusiasmo, la voglia di vivere liberi, la gioia di lottare per difendere la democrazia e la libertà.
